-kommenti e adesioni al Progetto NO-

Attenzione: questo blog non risponde ai requisiti di plausibilità brullo-logica, esattezza fritto-scientifica e stabilità strippo-psicologica richiesti dalla Commissione per la Correttezza Politica di Bush al Dipartimento Comunicazione del Progetto NO, che con toni arroganti e locuzioni incomprensibili ha risposto: NO! Chiunque dovesse lasciare un kommento sarà schedato tra i sostenitori della Patafisica trivial-stellare targata il7!

Eccomi

Utente: ilsette
Sono il7, collaboratore del ProgettoNO diretto dall'illustre scienziato neo-nichilista Prof. Dott. Molese, il quale, bontà sua, mi ha definito "flipper-comunicatore degli interspazi neuronali aggiuntivi e devianti nonché scopritore di pinzillacchere fantasmagoriche con residenza-base in un pozzo meta-dimensionale presso l'Appia Antica, a Roma".

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mercoledì, 09 settembre 2009

n1220k_small (...) Ma ecco che quell’ammasso caricaturale tirò fuori un rotolino di carta da pacchi su cui erano stati graffiati dei segni che pretendeva avessero significato pari a quello di altri segni. Lesse a bassa voce, inizialmente, e si buscò per questo un colpo di stampella sulle reni da parte di uno di quei due ciabattini mezzi gatti che l’avevano accompagnato, ma si riprese, sgocciolò tre lacrime di cactus dal padiglione d’un’orecchietta, e lesse:
“A volte sento che tracimano dai vecchi lavatoi pubblici degli anni ’40 pensieri irriducibilmente molli come stracci bagnati. A volte sento, appena un pochetto, che manca l’elemento che ci aggrega scalzi sul piano delle strutture di valori. Talvolta mi pare – ma non lo so, eh? – che alcune decrepite forme di solidarietà conoscano una crisi ancor più decrepita. Gli appartamenti in affitto sono trappolette lontane dal centro, in cui ci si barrica nel silenzio della propria miseria nascondendola ai vecchi amici dei tempi dei baraccati. A volte appare chiaro che è disumanizzante questo vincolo che impone un tasso di sofferenza non necessaria. E si soffre la mancanza di un ripostiglio, specie per chi faceva il robivecchi, perchè i metri quadrati sono stati conteggiati avaramente da chi voleva che ci spartissimo l’angoscia di questa reclusione. L’unica alternativa è scendere giù al baretto per vendersi il midollo spinale con la mediazione iniziale delle capsule Nintendo, dove non intendono le nostre ragioni ma ci rovesciano addosso stroncature abnormi per tutti i ninnoli di cattivo gusto che teniamo in casa, frutto di un misto abominevole tra sentimentalismo residuale e voglia di essere moderni quando adesso c’è la dittatura del contemporaneo...”
Un tale che era il fantasma di se stesso, completamente nudo a parte una canottiera sporca, interruppe la lettura con questa obiezione:
“Ehi, non s’era mai visto un organismo debolmente interagente che necessitasse di tanta pazienza altrui per essere sopportato. Perché della pazienza che ha lui non interessa nulla a nessuno”.
31/10/2008 - 22:13 + 1/11/2008 - 2:07

Nella foto, sotto una volta atmosferica bianchiccia come un lenzuolo sporco, è visibile una miseria architettonica spigolosa, gialletta e screpolata, dall'appeal illusoriamente futuribile.





Postato da: ilsette a 21:56 | link | commenti (3) |
foto, stranezze, impegno sociale totale, poveracci noi, camera con vista sul burrone, solo palliativi, rigurgiti di lavandino, affitto alle stalle, immobili--zzàti

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martedì, 07 luglio 2009

n1964_small Dr.Molese: "In questa diapositiva potete osservare i resti macilenti di un individuo sbandato che ha ottenuto di essere massacrato a schicchere per dimostrare quanto possa essere ammirevole da parte sua il mortificarsi masochisticamente, una volta appresa dal suo Super Io la sua stessa mediocrità, che lo rende vittima autocommiserante delle sue stesse inadeguatezze. Il risultato è uno sfacelo materiale misurato con innumerevoli schiaffetti sulla sua stessa carne, maciullata da gente criticona che ama sparlare degli altri con un piccone di gomma in una mano e nell'altra un cartoccio di ketch up e puntine da disegno da spalmare sulla nuca e sui buchi del tontolone per dimostrare che con massaggi e cremine non si guarisce un cadavere dalle cicatrici nello spirito; tutt'al più, dopo due-tre giorni, si può tentare di imbalsamargli il culo per mantenere inquieto l'ebete anche dopo morto".
Ing. Gunnar Bergelin: "Come possiamo tendere trappole a fantocci con un occhio chiuso evitando che al contempo ci si tagli le dita tra di noi e che ci sia qualcuno che ceda alla tentazione di strangolare torturatori col gozzo e che qualcun altro bruci i piedi di un sergente di ferro con una brutta piaga dietro all'orecchio?"
Dr.Molese: "Ottima domanda! Le risponderò con un esempio illuminante, un episodio verificatosi la notte del 31 dicembre 2003; agente Hanson, può far partire la registrazione".

- Al quindicesimo piano del Dipartimento Emulazione Spionaggio Bulgaro del Progetto NO, due smanettatori di morsetti video-cromo lavoravano gomito a gomito.
Manfred fece: "Hai sentito anche tu quel rumore?"
Lyonel con tono indifferente, lievemente irritato, rispose: "No, nulla".
"Al piano di sotto, come di pentole, o di sgranamento a cubetti di pezzi di mortaio incasellati..."
"Impossibile, a quest'ora non c'è nessuno; la sera del 31 poi, quando tutti stanno festeggiando dentro al reattore modulare.."
"Non saprei, meglio dare una controllata..."
"Ok, ma io resto qui".
(...)
Lyonel aspettò che Manfred superasse il portellone a tenuta stagna, poi tirò fuori un vecchio walkie-talkie degli anni ’70 e sibilò: "Ed, mi senti? Si, è sceso in questo momento, ascensore quattro, sbrigati!"
Venti minuti più tardi, nel corridoio 516, Manfred era steso sul pavimento con quattro etti di interiora di pollo sparsi sulla faccia, mentre Ed e Carmine si preparavano a trascinarlo via prendendolo per l’orlo dei pantaloni, perchè per motivi tecnici il teletrasporto dei cadaveri funzionava a singhiozzo. -












Postato da: ilsette a 23:56 | link | commenti (4) |
torture, volemosebbene, bufala apocalittica, spezzatino osseo, mortificazione carnosa, ciccia macabra, mankallicani

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lunedì, 09 febbraio 2009

n1393_small Ehilà, ci si rivede!.. Nella foto (scattata oggi 9/2/2009, h. 00:29), accumulazione cartonata umidificata di soppalchi proto-architettonici rustici con suddivisioni posticce in spazi ruvidi destinati a riunioni sediziose informali di individui corrosi dalla vita e manichini marcescenti e impassibili col nasone.

“Mi scusi, signore. Può dirmi se ci troviamo davvero nell’Essex?”
Un poderoso sassone dalla faccia smunta posò in terra un enorme mazzo di sterpi legati da una cordicella e, non avendomi riconosciuto come il7, mi aggredì agguantandomi per il bavero e sbraitando: “Badi bene, furfante: se lei si riferisce alla razza suina inglese chiamata Essex, ottenuta in questa contea dall’incrocio delle nostre scrofe con verri italiani di provenienza casertana, sappia che lei non deve permettersi di dire alcunché su questi suini di mole ridotta ma precoci e atti all’ingrasso”.
“Non me lo sognavo neanche, per tutti i demoni, sebbene di sogni io ne faccia parecchi, per la verità, quando passo su queste terre. So bene che queste bestie si distinguono per il mantello nero ed una fascia bianca al garrese estesa agli arti anteriori, e se fosse per me gli calzerei in testa una bombetta e li accoglierei dentro la cattedrale di Westminster sebbene le loro origini campane li rendano male accetti”. Il villico mi colpì forte sul naso con un pugno, facendomi terminare con la schiena sul muro in pietra d’una locanda.
“Avevo le migliori intenzioni...”, gridai mentre si allontanava.
“Appunto; lo spirito scazzadenti del Progetto NO ha raggiunto da tempo anche queste contrade, anche se lo strazio qui è pervaso da un mood centellinato da secoli di ribellismo sordo e quieta disperazione celtica”, mi disse un gaglioffo con un’alta tuba cremisi uscito dalla locanda con altri due compari, che alternavano risate a sputacchi per terra. Mi aiutarono a rialzarmi, ma per portarmi nella locanda non poterono contare sulla mia collaborazione, perché, perdendo sangue dal naso, fiutai il puzzo d’alcool che il mio aggressore m’aveva lasciato addosso, nonché quello che esalava dai miei soccorritori e svenni con la scusa del gelo intenso. L’ultima cosa che vidi furono palle di neve che venivano giù come se piovesse, mentre pennacchi di fumo si sollevavano dai camini, protendendosi verso il grembo grigio-violaceo dell’immancabile perturbazione atlantica.
26 dicembre 2007 - 21:22 + 27 dicembre 2007 – 1:47






Postato da: ilsette a 23:09 | link | commenti (7) |
andare per esclusione, scodinzolamento svogliato, sbattersi in giro, perdersi e non ritrovarsi, attenzione agli infidi, progetto no in england

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lunedì, 08 settembre 2008

n816smallinvert "RICORDATI SEMPRE... QUESTO!"',
ha detto il Dr.Molese a una cavia sarda che stava per svenire tra le grinfie di Vasquez, e si riferiva a ciò che si vede nella foto sopra: 'na roba poraccia che non si sa, ma che sembra comunque sempre peggio di quella che è, ed il dr.Molese ci conta, perché quando si carica di scemenze vorrebbe darsela in fronte, questa roba, per fare impressione a tutti, e restare sempre in corsa per la carciofatura a spago che ha fissato come premio per il Superuomo col marciume più iracondo.

Durante l'epico scontro finale con Molese, lo psichiatra di regime August Dermon, sgolandosi raucamente, strillò:
“Non mi basta, Molese; tu, costringendomi ad incamerare l’esaltazione patologica di elementi che rispetto alle sacche di psichiatria criminale sono in esubero, mi hai costretto a tenere sempre aperti alcuni canali della mia mente verso quei manicomi a rimorchio che molti si portano dietro per non perdersi un colpo di tutto ciò che i cosiddetti parlamenti democratici determinano nelle economie domestiche e nella blogosfera. Ed ora voglio sapere perché al di là del Sistema Neurale, unico centro irradiatore in cui tutti gli elettroshock si coagulano, non c’è un unico filone di demenza collettiva a cui attingere e non un unico sbrodola-mento sociale in cui tutto ciò confluisce!”. Intanto la gran fiumana di gente trasportava i due nei viali ondulati del centro commer-scialo, shakerandoli con un ritmo vorticoso sostenuti dal lampeggiamento delle insegne luminose cariche di fiction di cronaca e spot di gioielli da dentiera. Molese si accorse di aver calpestato quattro minuti prima il torace della sua guardia del corpo, rimasta travolta dall’ondeggiamento della folla in crisi d’astinenza, un elettorato bastardo e ciarliero che esercita il televoto solo per il rinnovamento perenne del desiderio di gare eliminatorie e del consumo di consommé. Lo scienziato italiano ebbe un moto di lascivia depressa auto-indulgente, e rispose così a Dermon: “Vedo nella pochezza dei tuoi attributi, nell’anonimato del tuo travestimento, un segno della miseria non arginabile che rovina anche la disumanizzazione arrembante, e quindi ti dirò: dato che la violenza non è mai stata controllata, ma anzi perfezionata con strumenti sempre più raffinati e sempre più diffusa in atteggiamenti e comportamenti quotidiani, rimane un enigma il motivo per cui non sia stata mai legittimata ma sempre impercettibilmente frenata, prima del mio avvento. I grandi filantropi, i missionari, alcuni religiosi ritenevano “inquietanti” perfino le manifestazioni aggressive di tipo minore, tanto da sforzarsi inutilmente di impedire che esse giocassero un ruolo centrale nella condotta umana, e questo solo perché non avevano bene imparato a considerare piacevole vedere un perfido bavoso insultare una persona che pretende di avere una dignità, e disdegnavano i contatti con individui rissosi la cui perfidia sconfinava con l’epatite”. 21/3/2008 - 02:50

- naturalmente continua, ed anche precede -
ma non qui ed ora.






Postato da: ilsette a 00:07 | link | commenti |
personaggi, brava gente, stikazzi, ridurci così, prototipi bellici, indegno maialone, elevator to gnammi-nihilism, entangled

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giovedì, 22 maggio 2008

n595techno Nella foto: Servizio disfunzionale del techno-trasporto schermo-tombale espositivo pluriverso per la teleritrattistica compulsiva "ben spesa", densità 4, giostra a pistone occlusivo con scintillanza maniacale di e su_cesso spettacolare cementizio.

Le porte a bozzolo di struzzo si spalancarono, ne uscirono una ventina di elementi, come pecore esaltate dal coinvolgimento in un reality da mattatoio in cui però non sapevano che dire, neanche per dimostrare che erano perfetti così com’erano. Entrarono altri trentadue che cercavano di far capire che da qualche parte sapevano come cavar fuori uno sguardo intelligente. “Scusi se la interrompo, ma stringiamo i tempi, però, eh?”, azzardò un tale che voleva fare il praticone televisivo, perciò molto “vecchio”. Nell’ascensore c’erano tre feriti che spingevano per farsi vedere, come fossero dannati all’ingresso d’un budello per il purgatorio. Uno si abbassò, cercando di fare una capriola dove non entrava neanche uno spillo, ma il tacco di una scarpa ultrarinforzata, come devono essere tutti i corpi contundenti, lo colpì in fronte. “Adesso i fischi sono tutti per te”. “Aoh, ho sentito “pezzo di sterno”, chè sarei io, per caso?” “Sì. T’hanno nominato”. Una faccia scavata e slavata come un cencio strabuzzò le orbite flaccide: “Oh, c’è il dr.Molese qui dentro...” Il capellone gli diede una gomitata sul naso inducendo tale protuberanza a rientrare di quattro centimetri “buoni”, poi ammonì tutti: “Volete stare “buoni” come questa maschera tragica col nasone all’indentro? NO? E allora non una parola al dottore; sono stato io il primo a ricorrere a questo mezzuccio di farmi notare chiedendo consigli per farmi notare, capito?” Un uragano di buuu si sollevò, e furono lanciate lucertole morte e tre spinterogeni acetati sbucciarazzi. Un appassionato di feti alti più di due metri che era alto lui stesso più di due metri, disse: “Ho ccccapito sì; io intanto faccio un’altra cosa, piscio qua dentro come ho visto fare anche ad Auristemma, la vincitrice dell’edizione di due ore fa, però qui un bagno dovrebbero mettercelo. Poi dicono che litigo con tutti per guadagnarmi i voti dei boiaccia da casa! Ma se ci fossero più feti lunghi come dico io...” Una quarantenne gonfia di rabbia con una parrucca cadente e cespi di noduli nel petto fece una smancerìa ad un giovanotto triste e immobile con gli occhi serrati, ed esclamò, guardando una vetrina a scomparsa: “Ah però, che bella questa posateria coi faretti: mangi un boccone con le pinze, e le mosche si vedono illuminata tutta la parete interna del tuo esofago!” Un fabbro gran divoratore di due broccoli che s’era portato dietro... alle orecchie con una cinghia, dissentì: “A me mme piace di più lo sgranapiselli fatto di teschi di robot smerigliati, sarà che mme dicheno che c’ho sempre la verdura in testa!”

Postato da: ilsette a 18:22 | link | commenti (6) |
cinema, reality, centro commerciale, ingorgo, brava gente, elevator to gnammi-nihilism, pezzo di sterno, zakatopochnij de noantri

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giovedì, 03 aprile 2008

n452k_fx Squallide novità e isteria noiosa. Ecco un estratto dai rapporti sulla stagnazione sincopata di inizio 2008:

Dermon saldò in quell’istante le sue mani attorno al collo del dr. Molese, stringendogli la cravatta ispida attorno alle nervature del naso. Il pubblico brulicante del centro commerciale zombie merchandising live talk reality show for pissing protestava vivacemente strillando litanie mortuarie per sostenere la criminalità gaudente schizomorfa di Molese, i più vicini graffiarono Dermon con le antenne dei lubrificanti ottici o con gli spinotti per il pagamento rateale linfatico. Molese resisteva: “Bene, si liberi Dermon, mi dica in faccia perché non le piace tutta questa mancanza di indignazione contro le strutture che rende la gente entusiasta delle bestialità appioppategli dalle carpenterie dei dilettanti dell’industria; lo vede, però, cosa comporta? L'indignazione straborda comunque, senza argini! Yakk!” “Lo vedo; questa gente non dovrebbe prendersela con me; il quadro evidentemente sta peggiorando in un modo svantaggioso, tutta la cattiveria, intasando i neuroni, sta magnificando immensamente una follia sfaccettata che presto non ci farà neanche più apprezzare la robustezza insensibile figlia della malvagità splendidamente ottusa. Sono brutti tempiiii!!!!!” Dermon piroettò in un corridoio di lastre orto-panoramiche di teste di squalo e contrappuntatori di schegge cesellate da mangianastri; in un abbraccio mortale stava trascinando Molese in un dark shop di spezzatini animistici del dolore a lunga conservazione. Rotolarono su una cabina del sacrificio matrimoniale senza consolazioni, dentro c’era una castana dai fianchi ricci, intorno ai quarant’anni di deformità rapprese, che in trance credeva di essersi alzata alle sei di mattina per proteggere suo marito dai cecchini che li tenevano sotto tiro dal palazzo di fronte per non aver accettato un polpettone di semolino e reni di coccodrillo in cambio dell’eros della suocera di lui. Molese, semi-soffocato, svincolò un braccio e picchiò un pugno sulla tempia destra di Dermon, gargarizzando: “Con tutta la sua scienza, lei ora non sa più perché lo fa, ovvero perché vuole uccidermi ANALizzandosi!” Malgrado Molese si rivolgesse a Dermon, la donna rispose: “Perchè io valgo!”, convinta di meritare la protezione di quei due pilastri del governo ombra per quello che lei aveva saputo fare contro suo marito per prendere il sopravvento. Dermon obiettò: “Cerco di inventarmi sensi di colpa per porre fine al suo dominio, Molese, ma il mio pentimento e la sua remissione sono circostanze che la giurisprudenza contemporanea non contempla, quindi la eliminerò, Molese, perché la deriva del Progetto NO è un serbatoio di storie potenziali esaminando le quali giungerò a demenza prima di aver raggiunto la notorietà necessaria per smettere!” Sollevò un marchia-bozzi posturale e stava per timbrare la cocuzza del dr.Molese, quando la donna, con le gambe all’aria piene di granella di sonagli, si sporse fuori dallo spigolo del box dicendo: “Non tornerò più quella di prima”; l’indecidibilità di quell’affermazione tra rimpianto acido ed orgoglio depresso fece scivolare i duellanti giù dal predellino di carbonio e cristalli di sale, verso un piramidone di tubature ad ampolla, che si infranse al contatto dei due ostinati farabutti. Dermon vide una miriade di se stessi esplodere in una caleidoscopica aureola di frammenti di vetro riconoscendo in innumerevoli triangolazioni sfolgoranti l’espressione rifratta di un se stesso precipitato nella sconfitta con infinite smorfie diverse.

Postato da: ilsette a 18:55 | link | commenti (22) |
materia, centro commerciale, squallore e isteria, resident frantic absence

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mercoledì, 23 gennaio 2008

n532k Sono venuti dei gendarmi, ieri notte, dietro segnalazione di un cittadino straziato ed esacerbato, ad avvisarci che: "...ma che significa, caro signore? Tutti dicono sempre che stanno scrivendo un libro, poi bisogna vedere, ma intanto gli urli alle 5 del mattino, e quel blog sempre poco aggiornato sui fatti della vita, sono cose su cui noi abbiamo il dovere di intervenire, ci scusi sa..."
Dannazione, la devastazione ringhiosa che Molese ha voluto spalmare ovunque a volte ci si contro-sbrindella in fronte, e son fastidi. In questo caso, tutto è partito da questa denuncia:

Lettera anonima a cuore aperto come una discarica
“Forse, oltre a criticare i politici, dovremmo pagare più tasse per darci una regolata collettiva, un po’ tutti quanti, intendo dire. L’Italia è, insieme all’Inghilterra, il paese con il più alto tasso di alcoolismo professionistico; c’è un’illegalità, nelle facce, da far paura, ed infatti, io so’ scioccato, ho il naso rosso e non mi esprimo bene. Proprio per questo. Eppure agli autolavaggi di Manchester non chiedono di risparmiare l’acqua corrente come fanno gli shampisti a Lecce. Le multe lievitano ma non riescono a dissuadere dall’utilizzo delle “prepagate”, le carte telefoniche di chi chiama mentre guida e “guida sicuro” di poter pagare la multa arrivando comunque come un razzo alla fine del mese. Vorrei sapere: qual’è il singolo Governatore della California che devo ringra-ziare pubblicamente per aver trasformato l’ossatura produttiva del nostro paese in un’associazione no-profit per la tutela esattoriale dei cargo battenti bandiera liberiana? Badate bene: io sono uno di quelli che sul giornale hanno letto dell’entropia sociale, però andavo di corsa. Secondo me, invece, dovremmo tirar fuori del denaro da questa cosa qui. L’imposta regionale nell’Illinois è ancora diversa da quella del Tiburtino, mentre a Brescia è ribassata per sopraggiunti limiti di età. Se questa non è speculazione edilizia, ditemi voi cos’è. Eppure l’ICI sulla prima casa, Raimondo Vianello dice che la paga regolarmente dal 1980; ma anche prima faceva un po’ troppo il simpatico, perché l’Istituto per le Case Popolari aveva iniziato a spalleggiare i Mac Donald’s. Evidentemente c’è qualcosa che non torna in tutto questo discorso. E poi dicono che i politici se ne vanno a zonzo. Ma che dovrebbero fare, pagare la tassa sul lusso? In Sardegna hanno scaricato la colpa sulle precedenti gestioni, sul Nilo si sono perse delle cartelle del Catasto. Io dico: se è vero che gruppi di anziani vorrebbero una vecchiaia assicurata ma con i malanni precari, i giovani, che poi non esistono più secondo i sondaggi dell’Enasarco, da un momento all’altro pretenderanno il trattamento pre-pensionistico con scala mobile modellata sui disservizi dell’Alitalia. Dicono: la libertà d’opinione. Ma se neanche si riesce a prendere la linea!”
mercoledì 19 dicembre 2007 - 16:46, 17:00

In ogni caso mai e poi mai noi del Progetto NO rinunceremo all'istituzione dell'ostracismo contro gli ultimi pallidi e balbettanti probi viri, dobbiamo far posto alla proliferazione budellona di brokers cyborg-genetici e ministri farlocchi!






Postato da: ilsette a 16:29 | link | commenti (6) |
delirium tremens, boicottaggi, ruminìo notturno strillato, satura ma satura chi, impegno sociale totale, trionfalismo complottistico, w forlani no

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martedì, 01 gennaio 2008

Ghost-house Al Gran Ballo dei Debuttanti Ributtanti -
Tormaso Barasnerdo: Buon anno! Lei chi è, il fratello della sposa o il cugino della tata?
Lolemindo Girapisci: Guardi che non siamo ad un matrimonio, o ad un mercimonio. Si faccia gli affari suoi!
- Oh, certo... Vede, io so perché lei dice così, ma le assicuro, non l'ho fatto apposta a rovesciarmi quello zuppone in testa. La gente già parlava male di me anche prima, quindi non ne avevo bisogno, lo capisce questo?
- Di nuovo torna ad essere offensivo. Non mettevo in dubbio né questo né che la gente parlasse male di lei. Intuisco che abbia tante qualità, e mi stupisco che fino a pochi istanti fa fosse un signor nessuno.
Fespalio Zizzanonna: E' davvero sconcertante. Questo signore ha appena conosciuto il grande successo e ora sta già snobbando tutti i suoi vecchi amici.
Gastraldo Bonanzuoli: Lo farei anch'io se mia moglie non fosse impegnata nel sociale. Staremmo freschi se dovessimo risarcire tutti i barboni che si lasciano prendere dalla colite, dopo aver mangiato alla nostra mensa.
Sciormilio Poppadeschi: Io non vi capisco, ho ancora tanto da imparare e non so dove andare a sbattere la testa. Certo non vorrei fare come Zidane.
Lascivio Manbasso: Signorina, mi concedete questo ballo o devo pagarla?
Mortensia Zellarderio: Non lo so, parli col mio impresario, a me lacrimano gli occhi per l'emozione, ho appena scalciato le palle del mio ex e mi son fatta male al piede.
Evermugo Schiacciola: Sa, io ho l'armadio pieno di 115 paia di scarpe.
Dolpungo Gerontovoli: Senta, non sono abituato a competere su questo piano. Se viene con me un attimo al pianoterra, la pisterò di botte.
Malagigi Cazmeiraghi: Io poi sono giovanissimo ma mi sento di molto superiore, e tutti se ne accorgono.
Odepiano Sculamicis: Potrebbe essere il suo limite, ma se ci ricorda costantemente che lei "è quello che è", troveremo un modo per accompagnarla all'uscita senza sporcarci le mani.
Stelfidio Lumosconi: Ho già programmato i miei prossimi 30 anni di carriera.
Nandalio Vappepigne: Sono contento per lei. Vedo dalla sua espressione che sono lontani i buchi nell'acqua di quando cercò di diventare Papa a forza di scomuniche.
Alesciano Dustrappi: Signorina, la sua espressione è molto allusiva. E' un effetto calcolato?
Camigliaura Bozzifianco: Sì, io sono tutta costruita. Sono un prodotto eccellente del mio ufficio marketing familiare.
- La ammiro moltissimo per questo suo background catastrofico.
- Sì, ma non insista. Mi trovo supponente nella mia ostentazione di banalità.
- Ha ragione, la morbidezza di questo prodotto dolciario da forno mi fa vedere più chiaro.
- Può darsi, ma sappia che io non posso tollerare il girolimonismo senza un adeguato spremiagrumi.
- Benissimo, allora; ognuno per la sua strada e paranoia per tutti. Ma lei resterà sempre nel mio cubo di rubik.
Nella foto, l'alba del 2008 in Malesia.






















Postato da: ilsette a 18:20 | link | commenti (18) |
fiesta, boicottaggi, chi ben comincia, volemosebbene, affannarsi, chivuolesserlietosia, buon principio, putrefazioni

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venerdì, 07 dicembre 2007

03-02-07k Dr.Molese: "Ho dovuto scartare centinaia di ragazzotte, perché ciascuna di loro, per vari motivi, avrebbe rischiato di stimolare in me una profonda e durevole attrazione in grado di soffocare le connessioni funzionali della mia corteccia cerebrale, o rendermi simile all'homunculus di Penfield, le parti del cui corpo hanno dimensioni proporzionate alla loro proiezione sensoriale. Al contrario, per poter praticare del sesso libero, alla buona, senza pretese e di bassa qualità e di costi contenuti, sapevo di aver bisogno di candidate prive di quegli attributi che più mi stimolano. E' così che ho dovuto dire di no ad Abelarda, la cui seborrea mi faceva sudare di fin troppa felicità le natiche; ho dovuto respingere Ramasnassa, perché aveva le unghie sporche di lasagna, ed a anche a me piace mangiare porcherie a mani nude. Ho dovuto congedare Miss K perché, se non era per trombare, non rispondeva al cellulare, ed anche a me non piacciono le chiacchiere oziose; ho dovuto sbattere fuori dal portoncino del mio bunker Fabianelle perché, se stuzzicata nel punto G, era pronta a darla a tutti, e ciò mi faceva prefigurare fin troppo facili e lauti guadagni. Come esempi può bastare. Ora non mi resta che dedicarmi a delle sessioni di sesso spensierato, di poco conto e a tirar via, con le candidate prescelte: tutti gigli immacolati la cui poco invidiabile purezza, che è agli antipodi rispetto ai miei lombi ammaccati, avrà la funzione di eliminare da me ogni istinto appiccicaticcio ed ogni romanticume dolciastro". il7: "Dottore, lei è una piramide semovente di perfidia, quindi sa bene come disadattarsi nel mondo facendone ciò che vuole, ma mi ascolti: almeno non si masturbi, se proprio non ne sente affatto la necessità!" 24/7/2007, 10:42 + 11/11/2007, 2:03

Postato da: ilsette a 23:27 | link | commenti (21) |
amore, foto, arrapaho, opportunismi, andare per esclusione, indegno maialone, sessuofobìe araldiche

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giovedì, 15 novembre 2007

n423kJPG La potenza
La cavia HZN87092xk, esposto ad uno sbriciolamento neuropatico dell'attività onirica e ad un ciclo di 5816 iniezioni di benzedrina, sciroppo di wurstel e trasfusioni di urina di pipistrello, al risveglio nella sua cripta rotante di fiberglass connessa ad un cursore per il rimescolamento limbico, ha dichiarato: "Per tutta una vita mi sono mobilitato, agitato, sbattuto, mi sono fatto schiumare persino le chiappe e mi sono anche fatto un mazzo tanto, tutto per guadagnare soldi, accumulare denaro, accaparrarmi quanta più grana possibile. Ed ora..? Ed ora scopro che solo studiando qualcosa - sì, intendo nelle scuole di ogni ordine e grado - avrei potuto avere dei vantaggi straordinari: questa cultura con la C di culo che ho sempre disprezzato, fa fare alla gente delle robe assurde, trasforma le facce delle persone, stimola alcuni istinti profondi, riesce a spingere le cose avanti in modo prepotente. Un po' la cosa mi disturba, ma devo riconoscere che questo cazzo di cultura può stravolgere la vita in un senso... tutto positivo, come no? Una cosa da pazzi! Al punto che se lo avessi saputo prima, invece di dannarmi tanto, sarei stato seduto in poltrona a leggere due-tre scemenze e ad aspettare senza sforzo che tutte le cose migliori della vita venissero a me; e sicuramente molti si sarebbero offerti di portarmi ciò che desideravo e avrebbero fatto anche cose terribili pur di non scontentarmi. Tutto questo per qualche paginetta. La cultura è davvero qualcosa di molto potente, capace come si dice, di far scorrere l'acqua all'insù. Peccato che a volte si inquini, ma il mio stomaco, cocchi miei, può resistere a ben altro, huahua huaa... gn!".

Nella foto in alto, scattata il 14/7/2007 al Circo Massimo di Roma, "Take a walk on the prog side", fantasmagoria multimediale di mitologie quasi quarantennali.


Postato da: ilsette a 19:43 | link | commenti (17) |
personaggi, arte e cultura, il panico, it , the way they shock the monkeys, from stagnation to apotheosis