-kommenti e adesioni al Progetto NO-
Attenzione: questo blog non risponde ai requisiti di plausibilità brullo-logica, esattezza fritto-scientifica e stabilità strippo-psicologica richiesti dalla Commissione per la Correttezza Politica di Bush al Dipartimento Comunicazione del Progetto NO, che con toni arroganti e locuzioni incomprensibili ha risposto: NO! Chiunque dovesse lasciare un kommento sarà schedato tra i sostenitori della Patafisica trivial-stellare targata il7!
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Sono il7, collaboratore del ProgettoNO diretto dall'illustre scienziato neo-nichilista Prof. Dott. Molese, il quale, bontà sua, mi ha definito "flipper-comunicatore degli interspazi neuronali aggiuntivi e devianti nonché scopritore di pinzillacchere fantasmagoriche con residenza-base in un pozzo meta-dimensionale presso l'Appia Antica, a Roma".
"RICORDATI SEMPRE... QUESTO!"',
ha detto il Dr.Molese a una cavia sarda che stava per svenire tra le grinfie di Vasquez, e si riferiva a ciò che si vede nella foto sopra: 'na roba poraccia che non si sa, ma che sembra comunque sempre peggio di quella che è, ed il dr.Molese ci conta, perché quando si carica di scemenze vorrebbe darsela in fronte, questa roba, per fare impressione a tutti, e restare sempre in corsa per la carciofatura a spago che ha fissato come premio per il Superuomo col marciume più iracondo.
Durante l'epico scontro finale con Molese, lo psichiatra di regime August Dermon, sgolandosi raucamente, strillò:
“Non mi basta, Molese; tu, costringendomi ad incamerare l’esaltazione patologica di elementi che rispetto alle sacche di psichiatria criminale sono in esubero, mi hai costretto a tenere sempre aperti alcuni canali della mia mente verso quei manicomi a rimorchio che molti si portano dietro per non perdersi un colpo di tutto ciò che i cosiddetti parlamenti democratici determinano nelle economie domestiche e nella blogosfera. Ed ora voglio sapere perché al di là del Sistema Neurale, unico centro irradiatore in cui tutti gli elettroshock si coagulano, non c’è un unico filone di demenza collettiva a cui attingere e non un unico sbrodola-mento sociale in cui tutto ciò confluisce!”.
Intanto la gran fiumana di gente trasportava i due nei viali ondulati del centro commer-scialo, shakerandoli con un ritmo vorticoso sostenuti dal lampeggiamento delle insegne luminose cariche di fiction di cronaca e spot di gioielli da dentiera.
Molese si accorse di aver calpestato quattro minuti prima il torace della sua guardia del corpo, rimasta travolta dall’ondeggiamento della folla in crisi d’astinenza, un elettorato bastardo e ciarliero che esercita il televoto solo per il rinnovamento perenne del desiderio di gare eliminatorie e del consumo di consommé. Lo scienziato italiano ebbe un moto di lascivia depressa auto-indulgente, e rispose così a Dermon: “Vedo nella pochezza dei tuoi attributi, nell’anonimato del tuo travestimento, un segno della miseria non arginabile che rovina anche la disumanizzazione arrembante, e quindi ti dirò: dato che la violenza non è mai stata controllata, ma anzi perfezionata con strumenti sempre più raffinati e sempre più diffusa in atteggiamenti e comportamenti quotidiani, rimane un enigma il motivo per cui non sia stata mai legittimata ma sempre impercettibilmente frenata, prima del mio avvento. I grandi filantropi, i missionari, alcuni religiosi ritenevano “inquietanti” perfino le manifestazioni aggressive di tipo minore, tanto da sforzarsi inutilmente di impedire che esse giocassero un ruolo centrale nella condotta umana, e questo solo perché non avevano bene imparato a considerare piacevole vedere un perfido bavoso insultare una persona che pretende di avere una dignità, e disdegnavano i contatti con individui rissosi la cui perfidia sconfinava con l’epatite”.
21/3/2008 - 02:50
- naturalmente continua, ed anche precede -
ma non qui ed ora.